I Patrioti è un partito politico francese fondato nel 2017 da Florian Philippot, dopo la sua rottura con il Front national (diventato Rassemblement national). Il movimento si struttura attorno a tre assi: l’uscita dall’Unione europea, la difesa della sovranità nazionale e un’opposizione alle politiche sanitarie restrittive. Partito extra-parlamentare, occupa un posto singolare nel panorama politico francese, tra attivismo sul campo e presenza digitale sostenuta.
Linea ideologica dei Patrioti: il Frexit come colonna vertebrale
Contrariamente ad altre formazioni sovraniste che modulano il loro discorso sull’Europa a seconda delle scadenze elettorali, I Patrioti fanno del Frexit un marcatore identitario permanente. L’uscita dall’Unione europea, dalla zona euro e dalla NATO costituisce il fondamento programmatico del partito fin dalla sua creazione.
Dal 2025, la comunicazione ufficiale del movimento accentua ulteriormente questo inquadramento. L’Unione europea è presentata come un avversario strutturale della sovranità francese. Le pubblicazioni sui social media del partito tornano quotidianamente sul costo attribuito all’appartenenza europea, con un messaggio ricorrente che quantifica il contributo netto francese. Questa posizione radicale sulla questione europea distingue I Patrioti dal Rassemblement national, che ha progressivamente abbandonato il Frexit nel suo programma.
Il partito si dichiara né di destra né di sinistra, cercando di riunire ciò che Florian Philippot chiama “i migliori di destra e di sinistra”. Nei fatti, gli osservatori politici collocano il movimento su un asse che va dalla destra sovranista all’estrema destra, a seconda delle griglie di lettura utilizzate.
Per seguire l’evoluzione di queste posizioni, le informazioni sui Patrioti pubblicate regolarmente permettono di misurare le inflessioni del discorso nel corso dei mesi.
Risultati elettorali dei Patrioti: un partito senza eletti nazionali
Il percorso elettorale dei Patrioti illustra la difficoltà strutturale dei piccoli partiti francesi a farsi strada in un sistema che favorisce le grandi formazioni. Il movimento ha presentato candidati a diverse elezioni nazionali ed europee senza mai ottenere rappresentanza parlamentare.

Alle elezioni europee del 9 giugno 2024, la lista guidata da Florian Philippot ha raccolto 0,9 % dei voti, senza ottenere un seggio al Parlamento europeo. Questo punteggio, molto al di sotto della soglia di rappresentanza, conferma una tendenza osservata fin dalle prime partecipazioni elettorali del partito.
Questa marginalità elettorale si spiega con diversi fattori:
- La concorrenza diretta del Rassemblement national, che cattura la maggior parte dell’elettorato sovranista e occupa lo spazio mediatico su queste tematiche
- L’assenza di relais istituzionali locali (municipi, consigli dipartimentali o regionali) che potrebbero servire da base per un’implementazione duratura
- Un finanziamento limitato rispetto ai partiti rappresentati in Parlamento, le formazioni senza eletti non beneficiando del finanziamento pubblico proporzionale ai risultati elettorali
Il partito compensano questo deficit elettorale con una strategia di visibilità basata sui social media e sulle manifestazioni di strada, un modello che ricorda quello di altri movimenti di protesta europei.
Mobilitazione sul campo e strategia digitale dei Patrioti
L’attività del movimento si basa meno su campagne elettorali classiche e più su una mobilitazione permanente attorno a cause tematiche. Durante la crisi sanitaria, I Patrioti hanno organizzato o co-organizzato numerose manifestazioni contro il pass sanitario, che ha costituito il loro periodo di visibilità mediatica più forte.
Questa capacità di mobilitazione occasionale non si è tradotta in adesioni massicce né in risultati alle urne. Il movimento propone diverse formule di adesione (classica, sostegno, giovane, prestigio), con importi che danno diritto a deduzione fiscale, ma gli effettivi militanti rimangono modesti rispetto ai grandi partiti.
Dal punto di vista geopolitico, il partito ha preso posizioni nette sul conflitto ucraino. Florian Philippot ha chiesto di cessare il sostegno militare all’Ucraina, una linea che si allinea a quella di alcuni movimenti sovranisti europei. Questa posizione, rilanciata da media vicini alla Russia, ha alimentato controversie sulle prossimità ideologiche del movimento.

Organizzazione interna e formazione militante presso I Patrioti
Il partito si è dotato di una struttura formalizzata con statuti, un comitato esecutivo, un team nazionale e referenti territoriali. Florian Philippot ne è il presidente fin dalla fondazione. Questa organizzazione centralizzata attorno a un leader unico è caratteristica dei partiti personali francesi.
Due dispositivi meritano di essere segnalati nell’apparato militante:
- L’Accademia dei Patrioti, un programma di formazione interna destinato a strutturare il discorso dei militanti e a preparare candidati per le scadenze locali
- I Giovani Patrioti, un ramo dedicato ai minori di 25 anni, che beneficiano di una tariffa di adesione ridotta e di eventi specifici
- Una rete di referenti dipartimentali incaricati di animare la vita locale del movimento e di organizzare azioni sul campo (volantinaggi, raduni, riunioni pubbliche)
Il partito ha conosciuto difficoltà interne, in particolare dissidenze che hanno portato alla creazione di La Gauche patriote nel 2019. Queste tensioni riflettono la difficoltà di mantenere la coesione di un movimento che rivendica il superamento del clivaggio sinistra-destra pur attirando profili ideologici variati.
La sostenibilità dei Patrioti dipende dalla loro capacità di occupare un segmento che le grandi formazioni sovraniste hanno parzialmente abbandonato: quello del Frexit assunto e dell’opposizione frontale alle istituzioni europee. Resta il fatto che questo posizionamento radicale, sebbene assicuri un’identità chiara, mantiene il partito in una nicchia elettorale dalla quale non è riuscito a uscire dalla sua creazione.



