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Tutto quello che c’è da sapere sul verbo fare: significati, coniugazioni ed esempi di è stato fatto e sarà fatto

Quando si redige un verbale, un'email professionale o un rapporto, il verbo fare finisce sempre per porre un problema concreto. Si esita tra « fai » e « fa », si confonde la voce passiva con il futuro…

Femme étudiant la conjugaison du verbe faire avec des livres de grammaire française ouverts sur un bureau en bois

Quando si redige un resoconto, un’email professionale o un rapporto, il verbo fare finisce sempre per porre un problema concreto. Si esita tra « faccio » e « fa », si confonde la voce passiva con il futuro anteriore e si perde tempo a verificare. Questo verbo del terzo gruppo è uno dei più usati in francese, ma anche uno dei più irregolari. Comprendere i suoi meccanismi evita errori che risultano inappropriati in un contesto formale.

Participio passato « fatto »: la regola che elimina ogni esitazione

Il tranello più frequente è l’esitazione tra « faccio » e « fa » nei tempi composti. Si scrive « ho fatto », « aveva fatto », « avremo fatto », e mai « ho fatti ». La logica è semplice: ausiliare più fare dà sempre « fatto » con una t.

Questa confusione deriva dal presente dell’indicativo, dove « faccio » e « fai » si scrivono con una s. Il cervello associa la prima persona alla s finale, poi la trasporta nei tempi composti per riflesso. Per uscirne, si sostituisce mentalmente con un altro verbo del terzo gruppo: « ho preso », non « ho presa ». Il participio passato ha la sua terminazione, indipendente dal presente.

Questo principio si applica direttamente alle due forme che ci interessano. « È stato fatto » utilizza il participio passato in una costruzione passiva (ausiliare essere). « Avrà fatto » lo utilizza nel futuro anteriore (ausiliare avere). In entrambi i casi, si trovano esempi di è stato fatto e avrà fatto che illustrano questa costante: la t finale non cambia, solo l’accordo in genere e numero può variare con l’ausiliare essere.

Coniugazione irregolare del verbo fare nei tempi problematici

Professore di francese che spiega la coniugazione del verbo fare davanti a una lavagna in classe

Non ci soffermeremo sui quadri completi che si trovano ovunque. Concentrati sui punti in cui gli errori sono reali.

Presente dell’indicativo: la forma « voi fate »

Il radicale cambia a seconda delle persone. Si scrive « noi facciamo » (con il radicale fai-), ma « voi fate » e mai « voi fatez ». Questa irregolarità riguarda anche tutti i derivati: disfare, rifare, soddisfare. Si dirà « voi soddisfate i criteri », non « voi soddisfatez ».

Un’altra sottigliezza fonetica: in « noi facciamo » e all’imperfetto (« io facevo »), le lettere « ai » si pronunciano come una e muta, mentre in « faccio » o « voi fate », suonano « è ». L’ortografia rimane identica, ma la pronuncia varia.

Futuro semplice e condizionale: il radicale fer-

Nel futuro, il verbo fare abbandona completamente il suo radicale abituale. Si scrive « farò », « farai », « farà ». Al condizionale: « farei », « faremmo ». Il radicale fer- sostituisce fai- senza eccezione nel futuro e nel condizionale.

Congiuntivo presente: il radicale fass-

Un’altra trasformazione radicale: « che io faccia », « che noi facciamo ». Si trova questo radicale solo nel congiuntivo presente. È una forma da memorizzare a memoria, poiché nessuna regola di derivazione permette di dedurla.

Voce passiva e futuro anteriore: distinguere « è stato fatto » e « avrà fatto »

Queste due costruzioni utilizzano lo stesso participio passato, ma la loro meccanica grammaticale differisce. Confonderle offusca il significato di una frase.

« È stato fatto »: la costruzione passiva

La voce passiva si forma con l’ausiliare essere coniugato, seguito dal participio passato. « Il lavoro è stato fatto » significa che qualcuno ha completato il lavoro, ma si pone l’accento sul risultato piuttosto che sull’autore dell’azione. Con l’ausiliare essere, il participio passato si accorda con il soggetto: « la richiesta è stata fatta », « i rapporti sono stati fatti ».

  • « La riparazione è stata fatta ieri »: soggetto femminile singolare, accordo in -a.
  • « I test sono stati fatti in laboratorio »: soggetto maschile plurale, accordo in -i.
  • « Le correzioni sono state fatte prima della rilettura »: soggetto femminile plurale, accordo in -e.

« Avrà fatto »: il futuro anteriore

Il futuro anteriore si costruisce con l’ausiliare avere al futuro semplice, seguito dal participio passato. « Avrà fatto il necessario prima di venerdì » esprime un’azione completata nel futuro. Con l’ausiliare avere, nessun accordo con il soggetto: « avrà fatto », « avranno fatto ».

L’accordo interviene solo se un complemento oggetto diretto precede il verbo. « Le pratiche che avrà fatte » prende un -e perché « pratiche » (femminile plurale) è posto prima. I pareri variano sulla reale difficoltà di questa regola, ma nella pratica quotidiana, la maggior parte delle frasi al futuro anteriore non ha un COD anteposto.

Giovane uomo che prende appunti sulla coniugazione del verbo fare in una biblioteca pubblica

Significati comuni del verbo fare in contesto professionale

Il verbo fare funziona come un verbo universale. In situazione di scrittura, si guadagna in precisione identificando ciò che sostituisce realmente.

  • Realizzare o compiere: « fare un rapporto » significa redigerlo. Nella scrittura formale, « redigere un rapporto » sarà sempre più preciso.
  • Provocare uno stato: « fare paura », « fare piacere ». Qui, fare svolge il ruolo di un semi-ausiliare seguito da un nome.
  • Sostituire un verbo già menzionato: « Lavora più velocemente di quanto faccia il suo collega. » Questa ripetizione verbale è corretta e evita la ripetizione.
  • Costruire una costruzione fattiva: « fare riparare la macchina » significa chiedere a qualcun altro di ripararla. Il participio passato « fatto » seguito da un infinito rimane invariabile nella costruzione fattiva: « la macchina che ha fatto riparare », senza accordo.

Quest’ultimo punto è un classico delle dettature e degli esami di grammatica. L’invariabilità del participio passato davanti a un infinito nella costruzione fattiva è stata confermata dalle rettifiche ortografiche, il che semplifica la regola.

Il verbo fare rimane uno strumento versatile a condizione di padroneggiare le sue forme irregolari e le sue regole di accordo. La distinzione tra « è stato fatto » (passivo, accordo con il soggetto) e « avrà fatto » (futuro anteriore, accordo con il COD anteposto solo) copre la grande maggioranza delle situazioni problematiche. Quando il dubbio persiste, sostituire fare con un verbo dello stesso gruppo permette di verificare la terminazione in pochi secondi.

Tutto quello che c’è da sapere sul verbo fare: significati, coniugazioni ed esempi di è stato fatto e sarà fatto